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  Erano Case
Galleria Foto 2 >> Erano Case >> Presentazione di G.Torresani

 

“I segni dell’uomo” Erano Case

di Giancarlo Torresani

Direttore Attività Culturali F.I.A.F. (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche)

 

Mario Iaquinta con “I segni dell’uomo – Erano Case” non entra nelle vecchie case per descrivere il loro stato d’abbandono, il degrado, la desolazione dei segni superstiti lasciati dall’uomo o per rievocare modi di vita degli anni ’50.

Il suo è un atteggiamento di gran sensibilità, verso il suo territorio, già vivo in altri suoi importanti lavori diventati libri quali: “Il volto di un paese antico - San Giovanni in Fiore” immagini in bianconero realizzato nel 1996 dalla grande capacità narrativa e successivamente, con il medesimo intendimento, ma con immagini a colori, con “I segni dell’uomo – Batacchi Forgiati” nel 2007.

Con “Erano Case” l’autore, già esperto bianconerista, ci rivela una sua particolare capacità di interpretare un’importante attività creativa, anche attraverso il colore..

Ci troviamo al cospetto di una raffinata fotografia ricca di "segni" che evidenziano forti valori, verso i luoghi, verso le tracce che le persone vi hanno lasciato, verso quella patina di polvere che con il trascorrere del tempo ha rivestito i luoghi e i pochi oggetti che si possono intravedere nelle nicchie e negli armadi di legno lasciati aperti.

Probabilmente, osservando queste fotografie, ciascuno di noi dirà a se stesso: - Mi ricordo quegli interruttori di ceramica, quei chiodi solitari a proiettare le loro ombre sulle pareti vuote, quelle icone religiose ancora appese a richiamare la devozione dei fedeli - situazioni e cambiamenti socio-culturali che l’Italia ha conosciuto ma che l’autore ha inteso registrare solo attraverso la poetica del colore, con un personale formalismo estetico a sfondo antropologico.

Immagini ricche di delicate texture azzurro-rosa realizzate con armonia descrittiva, in un contesto linguistico ricco di stilizzazioni, tutte ben coordinate tra loro. Un coerente gioco sottile di forme, di costruzioni ricavate dalla semplice osservazione: astrazioni singolari, informali, di una evidente e studiata connotazione pittorica presente nell’autore.

L’autore ci rivela non solo un mondo vivo e meraviglioso ma esprime anche tematiche più interiori attraverso i tagli selettivi per selezionare e assemblare le immagini come lembi di una nuova materia, trasformandola in un’opera creativa fatta di astrazioni e simbolismi come se operasse sulla tela di un pittore. Un non facile sforzo creativo che richiede abili doti di adattamento grafico, coerenza formale fra i soggetti prescelti, attraverso una fase di studio preparatorio.

“Erano case” rappresenta un momento significativo nella sua esperienza artistica, non solo per l'originalità formale delle sue opere, ma anche per il palese intento di offrirci una diversa visione della fotografia. Egli è un abile fotografo-artigiano che sa comporre le sue tessere in uno stupefacente mosaico fotografico per esaltare le affinità, i contrasti di forme e di colori. La “fotografia”, semplicemente intesa come soggetto tecnologico, assume importanza in questo lavoro non tanto per “cosa” è in grado di dire quanto per “come” lo dice: la riproducibilità tecnica, in questo caso, lascia il passo alla libera interpretazione del soggetto, da parte dell’artefice, che diventa “altro”, rivelandosi gradevole elargitrice di rare e sincere sensazioni emotive.

I sostenitori di questo privilegiato strumento di documentazione, credo possano facilmente lasciarsi coinvolgere dalla “poesia” documentaria che queste immagini riescono ad evocare.

Immagini che sembrano portarci verso una rinnovata interpretazione del documento, dall’occhio del fotografo allo sguardo dell’osservatore; immagini che ci permettono di affermare che la fotografia è un’arte visuale come le altre, in altre parole ha raggiunto quel livello di maturità per cui il fatto tecnico è superato dal fatto estetico.

Solo il linguaggio fotografico poteva offrire a Iaquinta questa stupenda opportunità di espressione, questo desiderio di scoprire, di amare questo mondo misterioso e dimenticato che ci circonda per farne poi dono, a noi distratti e comuni osservatori.

 

 


 Mario Iaquinta - Fotografo - San Giovanni in Fiore (CS) - C.F. QNT MRA 57C06 H919N - Privacy - Note legali
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